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La nuova biblioteca Auris e il Centro Polivalente Intercomunale di Vignola PDF Stampa E-mail
Valter Cavedoni - Massimo Del Carlo

Auris -Biblioteca "Francesco Selmi" di Vignola e il "Centro Polivalente Intercomunale di Vignola", con il Sistema bibliotecario e i Centri Polivalenti dei singoli Comuni del Distretto, rappresentano pilastri fondamentali del costruendo "SISTEMA INTEGRATO POLITICO-CULTURALE-FORMATIVO-INFORMATIVO-SPORTIVO-ECONOMICO-SOCIALE DEL DISTRETTO DI VIGNOLA", che comprende fra l'altro: l'Unione Terre di Castelli, la Comunità Montana Modena Est, le Amministrazioni Comunali del Distretto, il Centro Integrato d'Educazione Permanente Distrettuale "J Barozzi", il Sistema musicale, teatrale e cinematografico Distrettuale, il Sistema Scolastico Distrettuale, il Centro Ricerca e Formazione SIPE, il Sistema Socio-Sanitario, il Sistema economico.

Queste sono le strutture in parte esistenti, in parte da realizzare, che gli Enti Locali e le forze sociali devono completare e gestire con il contributo decisivo del Volontariato  e dell'Associazionismo, per grantire il buon funzionamento delle strutture e la migliore qualità della vita per tutti i cittadini.

In una situazione della finanza locale che richiede rigore occorre che l'Unione Terre di Castelli, la Comunità Montana Modena Est, le Amministrazioni Comunali del Distretto riducano le spese per le iniziative consumistiche per investire nella costruzione di questo Sistema.

Per le Amministrazione Comunali del Centro Sinistra oltre a realizzare l'interesse generale di fornire ad ogni cittadino una migliore qualità della vita e una conoscenza critica per affrontare i difficili problemi dell'esistenza, rappresenta una condizione necessaria per contestare una manipolazione populista conseguenza di una conoscenza acritica prodotta dal monopolio dell'informazione del potere economico e dal basso livello culturale, formativo e informativo dei cittadini.

La magnifica biblioteca Auris, per le sue pregevoli caratteristiche ambientali e progettuali, e il Centro Nuoto per gli stessi motivi, rappresentano due strutture formidabili per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Vignola e di tutti i Comuni del Distretto. Come la biblioteca Auris esprime la massima potenza per l'ambiente in cui è inserita: il parco, la villa della vecchia biblioteca che diventerà sede dell'Archivio Storico con salette dedicate allo studio, il cinema-teatro Ariston, la piazzetta, la chiesa: che ne fanno un polo culturale di gran rilevanza; così il Centro Nuoto esprimerà tutte le sue potenzialità, quando sarà realizzato il  "CENTRO POLIVALENTE INTERCOMUNALE DI VIGNOLA" e più in generale il PARCO FLUVIALE che colleghi i quattro Comuni: Vignola, Marano S.P., Savignano S.P., Spilamberto.

Si tratta di due strutture d'eccezionali qualità progettuali inserite in ambienti altrettanto di qualità.

Il Centro Nuoto con le oltre 230.000 presenze annue, accogliendo un'utenza che va dai bambini agli anziani, è la struttura che più d' ogni altra ha migliorato la qualità della vita non solo dei cittadini di Vignola, ma di tutto il Distretto. Mentre il Centro Nuoto funziona gia bene, non si può dire lo stesso del Centro Polivalente Intercomunale. Ancora è bloccato fin dai primi anni 80, il progetto della costruzione della struttura esterna al Centro Nuoto, per il completamento del Centro Polivalente. Un progetto, comprendente i servizi logistici per le attività sportive ricreative e culturali, un bar - ristorante, sale riunione, uffici per le associazioni che fanno attività in quella area, con l'obiettivo di renderlo armonico e complementare al Centro Nuoto, per garantire quei servizi alla persona che troviamo anche nei luoghi delle cure termali.

Ecco perché a differenza dell'ostello che ha trovato una buona soluzione nella ristrutturazione delle case vecchie, qua occorre una struttura nuova e una gestione unitaria di tutto il Centro Polivalente, come avviene in tutte le strutture polivalenti che stanno nascendo a livello provinciale.

A questo proposito alcune osservazioni al pregevole studio di fattibilità finalizzata alla costituzione di una Società di Trasformazione Urbana della Città di Vignola. La porta d'ingresso al Parco Fluviale è sempre stata, è e ci auguriamo sarà l'area del Centro Nuoto, non certo l'area di Villa Braglia. Per la proposta del parco è buona l'idea di circondare il Centro Storico con un'area verde attrezzata a parco. Occorre però stabilire dei criteri di priorità. Prima occorre completare il parco esterno al Centro Nuoto, iniziato quaranta anni fa, sistemando anche l'asta del fiume eliminando il frantoio e il relitto a ridosso del ponte. Si tratta di un'area più pregevole e con meno umidità, dove può trovare spazio un luogo attrezzato per i bambini. Per i bambini occorre un'attenzione particolare garantendo spazi attrezzati per loro partendo dai caseggiati (bisogna tenerne conto, quando si concedono le licenze edilizie), poi nei quartieri e infine a livello comunale e Distrettuale. Altra buona idea del progetto è il parcheggio previsto nelle basse in fondo all'area di Villa Braglia, che potrebbe rappresentare il parcheggio alternativo a quello in superficie di Corso Italia, dando la possibilità di recuperare il "PARCO-PIAZZA" al Centro della nostra città.

E' facile prevedere che anche la biblioteca Auris, con la magnifica struttura che rappresenterà, sarà altrettanto successo del Centro Nuoto.

Per la gestione delle attività della biblioteca è necessario coinvolgere il Volontariato e le Associazioni culturali, ma è anche indispensabile potenziare le risorse umane qualificate per garantire la qualità del funzionamento. Date le risorse limitate dei Comuni noi riteniamo che la scelta più opportuna è la costituzione di un'Istituzione Culturale, come hanno fatto altri Comuni, dove pur mantenendo la maggioranza pubblica, si possa accogliere risorse economiche private e sociali.

Il Centro Nuoto, dopo l'affidamento della gestione al Circolo Polivalente Olimpia, ha migliorato notevolmente la qualità.

Rimane il problema politico che due strutture così importanti sia per Vignola, sia per il Distretto di Vignola, richiedono la costituzione d'organismi specifici d'indirizzo e di controllo, Comitati d'indirizzo e di controllo, con la rappresentanza delle forze politiche e sociali.

Questa esigenza d'indirizzo e di controllo era molto sentita negli anni 60' e 70', collegata alla sensibilità politica di allora, perciò la Regione imponeva nei Centri Professionali finanziati, Comitati di controllo e d'indirizzo, formati da membri delle forze politiche-sociali. Negli anni ottanta e successivi si abbandonò quella linea e si affermò una nuova figura, prima a livello nazionale (anni 80'), poi a livello locale (anni 90' e successivi), il cosidetto "Portaborse". Il portaborse è quella figura più o meno reale d'esperto, che fa quello che gli dice chi gli dà la borsa o l'incarico. Questa figura assomma in sé un ruolo sia politico che istituzionale, senza averne nessun titolo, favorisce quell'altra degenerazione che è il ridicolo personalismo in politica (che rappresenta il dilettantismo, perciò il politico anziché svolgere la sua funzione che è quella di affrontare seriamente i problemi per risolverli, dubitando delle sue capacità, perde tempo a costruire sceneggiate per dimostrare a se stesso e agli altri che esiste), creando dei guasti preoccupanti nella vita democratica. Dobbiamo affermare la domanda eminentemente democratica del merito personale con rigorosi concorsi pubblici per le assunzioni. Noi non abbiamo nulla contro il vero esperto, che è necessario utilizzare per la qualità dell'azione politica amministrativa. Contestiamo l'uso improprio.

Ultimo aggiornamento ( sabato 12 agosto 2006 )
 
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