|
Al candidato a Presidente della Provincia Ai candidati a Sindaco dei Comuni del Distretto di Vignola
Il Consiglio Direttivo della nostra Associazione, nella seduta di venerdì 17 aprile 2009, ha approvato il seguente documento, che inviamo all’attenzione dei candidati alle future responsabilità amministrative del nostro territorio. Come Associazione di promozione sociale, che opera nell’area della cultura, della formazione e dell’informazione, riteniamo doveroso contribuire alla formazione dei Programmi delle Amministrazioni Locali, per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente. Cordiali saluti.
Il Direttore del Comitato Tecnico-scientifico Libero Venanzoni Il Vice Presidente Beatrice Bertolla Il Presidente Valter Cavedoni CONTRIIBUTO PER I PROGRAMMI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DEL DISTRETTO DI VIGNOLA, DELL’UNIONE TERRE DI CASTELLI E DELLA PROVINCIA DI MODENA - ELEZIONI 7 GIUGNO 2009, proposto dall’Università Natalia Ginzburg – Distretto di Vignola Premessa Un'idea forza generale: ruolo decisivo della cultura, della conoscenza e della tecnica per la qualità della politica. C’è chi sostiene, e noi siamo d’accordo con loro, che le due agenzie culturali formative più importanti sono la scuola e la televisione. Due strutture disastrate in Italia: la televisione, controllata per la quasi totalità dal Presidente del Consiglio; la scuola pubblica, che sta subendo un attacco del Governo, attraverso la progressiva e distruttiva riduzione delle risorse umane ed economiche, al fine di favorire le scuole private e non garantire l’istanza eminentemente democratica del merito personale. Cosa possiamo fare a livello di potere locale? Per la televisione: poco, se non vederla con grande accortezza. Per la scuola possiamo agire su due piani: un intervento diretto, dove è possibile, per cercare di contrastare il degrado mantenendo un minimo di vitalità e un intervento più mediato, ma sicuramente più efficace, sviluppando al massimo le competenze che abbiamo sull’orientamento scolastico, la formazione professionale, l’educazione degli adulti e lo sviluppo di una rete di Poli Tecnologici, collegati alle Università. Facendo riferimento ai contenuti della “Proposta di legge d’iniziativa popolare sull’apprendimento permanente”, avanzata dalle nostre Associazioni e per la quale prossimamente raccoglieremo le firme di adesione, L’UNIVERSITA’ GINZBURG PROPONE LA SEGUENTE PROSPETTIVA: si presenta l’urgenza di ripensare al modello organizzativo e strutturale dell’UNIVERSITA’ come agenzia formativa: soprattutto per superare la frammentarietà degli interventi e costruire una proposta forte sul piano strutturale e incisiva sul tessuto sociale in quanto a ricaduta formativa. Per realizzare questo ambizioso programma sarebbe opportuno costituire, in analogia al Distretto Socio-Sanitario, il Comitato Locale a livello di ogni Distretto, come previsto dall’accordo Governo- Regioni del marzo 2000 ( poi rimasto non attuato), presieduto da un rappresentante dell’Ente Locale e composto da rappresentanti delle forze sociali, scolastiche e culturali, per programmare gli interventi e seguirne l’attuazione. Andrebbe infatti introdotto questo livello di confronto/ascolto e pianificazione/verifica, di cui oggi si sente fortemente la mancanza. Obiettivo strategico è, allora, non solo avanzare le proposte formative richieste dall’utenza, ormai consolidate, ma anche creare un Sistema Integrato Culturale, Formativo, Informativo in grado di promuovere formazione culturale a partire prioritariamente dai temi della cultura, dell’ Economia, dell’Ambiente, dello Sport, dell’Urbanistica e della Sicurezza a livello Distrettuale. Particolare rilevanza ha l’integrazione fra cultura, formazione e informazione e soprattutto lo sviluppo dell’educazione permanente promossa sia istituzionalmente, sia con le Università della Libera Età, promosse dal volontariato e dalla promozione sociale. L’Università Natalia Ginzburg - Distretto di Vignola ha svolto nell’anno formativo 2007-2008, 85 corsi con 1090 frequentanti, ancora maggiore è stata la partecipazione alle iniziative culturali fatte in collaborazione con associazioni culturali del territorio. Se noi riuscissimo a realizzare in ogni Comune del Distretto la quantità di corsi, in rapporto al numero degli abitanti, organizzati a Vignola e Spilamberto (è solo un problema politico, culturale, organizzativo, poiché l’esigenza c’è), potremmo arrivare a svolgere 150 corsi con 1900 frequentanti e 80 volontari rispetto ai 60 impegnati attualmente. Se proiettiamo il modello a livello provinciale, costituendo in ogni Distretto un' Università della Libera Età con la promozione sociale, potremmo realizzare 1500 corsi con 19.000 frequentanti. Ciò dà la dimensione politico-culturale del problema che si presenta a costi molto limitati per il contributo del lavoro volontario. Importante è garantire la qualità dell’educazione permanente, sia con le risorse umane, sia con strutture qualificate, altrimenti gli iscritti abbandonano i corsi e l’educazione permanente rimane un fatto marginale, frammentato e, soprattutto, inconsistente sul piano della formazione “collettiva”. Da ciò l’importanza del “Laboratorio Innovazione Didattica e Documentazione” e una struttura specializzata per la progettazione e gestione dei corsi, che si può realizzare solo con un numero di corsi elevato (da 50 a 200), necessari a sostenere tale struttura di qualità. Collegare all’iniziativa culturale e informativa il momento formativo è decisivo per dare consapevolezza critica ai partecipanti ed evitare che anche una buona iniziativa culturale venga vissuta passivamente. Nello specifico occorre allora valorizzare in ogni Distretto il ruolo delle Università della Libera Età promosse dal volontariato e dalla promozione sociale o da altre Associazioni, con articolazioni politiche organizzative in ogni Comune per costruire una rete formativa; promuovere la struttura privilegiata per la promozione e la gestione dell’educazione permanente, vale a dire i Centri Territoriali Integrati a livello Distrettuale. Il merito dell’attività svolta va attribuito al lavoro volontario di molti cittadini, ma anche alla sensibilità dell’Amministrazione Comunale di Vignola che con il “PROGETTO A SOSTEGNO DELLA NASCITA E DELLO SVILUPPO DI UN CENTRO TERRITORIALE INTEGRATO” del 2004, ha messo a disposizione per la sede dell’Università ambienti qualificati da utilizzare assieme al CTP ( Ministero Pubblica Istruzione). Tutto ciò, assieme al contributo annuale dell’Unione Terre di Castelli, ha consentito lo sviluppo attuale e, ci auguriamo, quello futuro. Come nell’area formativa, risulterà determinante la costituzione del Comitato Locale per la programmazione e la verifica delle attività svolte a livello del Distretto, la stessa esigenza si porrà anche per l’area culturale e l’area dello sport e del tempo libero. Se immediatamente non sarà possibile proporre Comitati a livello Distrettuale, per l’area culturale e sportiva e del tempo libero, si può iniziare con l’istituzione dei Comitati a livello Comunale. E’ importante superare, però, la modalità di una partecipazione occasionale e superficiale, per costruire degli organismi per la programmazione e la verifica delle scelte e delle attività, in cui rappresentanti delle istituzioni, delle forze sociali e dell’utenza, coordinati dall’assessore di competenza, abbiano modo di approfondire i temi ed elaborare proposte per arrivare a definire scelte politiche di qualità. STRUTTURE DI PARTECIPAZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE E ALLA VERIFICA DELLE SCELTE E DELLE ATTIVITA’ Da quanto detto consegue la proposta dei seguenti 4 organismi di partecipazione: 1) Comitato Locale per la Formazione (organismo da estendere a livello distrettuale): si occuperà di Orientamento scolastico, di Formazione Professionale, di Educazione degli Adulti, di formazione “alta” vedi Polo Tecnologico SIPE, di Scuola e di Università. 2) Comitato per la Cultura ( organismo Distrettuale o Comunale ): porterà a sintesi le attività culturali diffuse, collegate all’educazione adulti, ad eventi, e stabilirà dei criteri orientativi per la programmazione, la gestione e la verifica delle attività di Biblioteche, Teatri, Cinema, Sale espositive d’Arte, anche attraverso un calendario eventi condiviso. 3) Comitato per lo Sport e il tempo libero (Distrettuale o Comunale ): porterà a sintesi attività sportive e del tempo libero e stabilirà criteri orientativi per la programmazione, la gestione e la verifica delle attività del Centro Polivalente Intercomunale di Vignola, dei campi sportivi, delle palestre, ecc. 4) Tavoli permanenti di confronto/progettazione/monitoraggio/verifica delle attività e/o gestione delle strutture. PROPOSTE DELL’UNIVERSITÀ’ PER LA CITTÀ. Riteniamo prioritario, per i futuri interventi dell’Amministrazione Comunale e/o dell’Unione Terre di Castelli investire nelle seguenti quattro aree di interesse, compiendo scelte che noi crediamo abbiano una particolare valenza politica, strategica e innovativa; su questi temi siamo disposti a investire energie progettuali e formative: 1) Sistema urbanistico ambientale (PSC, Parco fluviale, mobilità). 2) Sistema culturale, sportivo e ricreativo. (Attività culturali diffuse collegate all’educazione degli adulti, Eventi, Teatri, Cinema, Arte, Lavabo, Centro Polivalente Intercomunale di Vignola, Campi sportivi, palestre, Oratori Parrocchiali). 3) Sistema scolastico formativo (Asilo nido, Scuola, Università, Polo SIPE, Educazione adulti). 4) Sistema sicurezza (Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco, Ospedale, ASL, ASP, Polo sicurezza). Nello specifico, si sottolineano l’importanza degli investimenti in queste direzioni: 1) PSC: è condivisibile che si sia arrivati al piano intercomunale per determinare le scelte strategiche che riguardano il territorio ; 2) Parco fluviale comprendente: il Centro Polivalente Intercomunale di Vignola, il Parco SIPE, il Parco della Rocca di Spilamberto; area ex frantoio di Savignano S.P. Considerato che il primo Parco fluviale fu progettato negli anni ‘60, con il nome di “Centro Polivalente Intercomunale di Vignola”, che vinse un premio nazionale del CONI e fu pubblicato con giudizi positivi sulla stampa nazionale e sulle riviste specializzate di architettura sia nazionali, sia europee, occorre a nostro avviso riprendere quella progettualità. Negli anni ‘80 si tentò il rilancio sia con l’arch. Mario Ghio, coinvolgendo i quattro comuni (Marano S.P., Savignano S.P., Spilamberto, Vignola), sia col progetto dell’arch. Franca Stagi della palazzina dei servizi (comprendente: bar – ristorante, sala riunione, uffici associazioni, servizi logistici per le attrezzature sportive, ecc). Ora con il verde della SIPE, Parco della Rocca di Spilamberto, l’area ex frantoio di Savignano S.P., si può rilanciare il progetto generale, mettendo al centro il Centro Polivalente Intercomunale di Vignola, con il potenziamento del Centro Nuoto e la costruzione della palazzina dei servizi. Con ciò si realizzerebbe un salto di qualità ambientale e della vita di tutto il Distretto. 3) La mobilità per rendere vivibili i Centri urbani; per Vignola significa ridurre il traffico di attraversamento di Corso Italia: con la Pedemontana occorre attivare delle forme di regolamento della mobilità che scoraggino l’attraversamento di Vignola, recuperando in prospettiva la pedonalizzazione della parte centrale di Corso Italia e rendendo vitali e frequentate le piazze e le aree urbane, ora vissute prevalentemente dagli stranieri, con attività di animazione culturale appositamente pianificata; 4) Il Polo Tecnologico della SIPE: l’importanza strategica del Polo Tecnologico della SIPE è che rappresenta, per la nostra realtà economica sociale, un villaggio artigiano di seconda generazione, dove un surplus di conoscenza e di tecnica, oltre al saper fare, garantiscono l’innovazione; 5) Polo della sicurezza: importante concentrare in un’ area tutti i soggetti che operano per la sicurezza, compreso le associazioni del volontariato; 6) Polo Scolastico: rappresenta una giusta continuità dell’attenzione che la nostra Amministrazione Comunale e l’Unione Terre di Castelli hanno sempre avuto per la scuola; 7) L’Educazione Permanente generalizzata rappresenta una strategia generale per il centro sinistra e una condizione necessaria affinché gli investimenti per la qualità del lavoro e della società ottengano gli obiettivi prefissati. |